In questi giorni di Covid-19, sono solo sessanta ma sono sembrati come un’era, nessuno si è interessato delle minacce che ai confini ed al nostro interno si stanno addensando come nuvole piene di tempesta e foriere di alluvioni disastrose. Condivido la scelta fatta dal governo che la salute venga prima e che va salvaguardata ma ciò non significa che tutto deve essere orientato ad un solo obiettivo o target lasciando nell’abbandono altri settori vitali della nostra società. In caso contrario, se ciò risultasse vero non dovremo più preoccuparci neanche per il futuro per i dilemmi in Libia e dell’evolversi di una guerra civile, per nonLeggi altro →

Il 25 aprile la festa per eccellenza, il giorno in cui americani e partigiani ci salvarono dalla guerra e dal fascismo e ci ridiedero la libertà. Mio nonno era stato fascista, i miei zii hanno portato nomi come Benito e Vittoria, e mi raccontava quando ero piccolo il dramma della guerra e dell’oppressione. Viveva in una città del nord per lavoro era ferroviere ed aveva una speciale categoria. Avendo partecipato alla prima guerra mondiale quella del 1915 non partì per la seconda ma ne parlava, però,  come fosse stato al fronte e criticava l’assurdità della violenza subita dalla popolazione civile da parte dei fascisti eLeggi altro →

Comincio o ricomincio con spirito diverso. Sono stato troppo tempo in silenzio, sono stato colpevole anch’io come tutti voi che vi assolvete ad ogni telegiornale.  Crediamo, o ci fa comodo credere, a chi urla di più o ci inganna di più. Immaginiamo mondi che non esistono, che non potranno mai esistere e ci pensiamo con logiche oramai sorpassate in questo mondo che va veloce più dei trasporti e più della gravità.  Si, siamo tutti colpevoli perché distruggiamo a parole, con i fatti e anche con le intenzioni, ogni novità di buon senso per una convivenza civile e pacifica. Troviamo sempre il pelo nell’occhio dell’altro eLeggi altro →

politicamente scorretto

Abbiamo bisogno di cambiare, cambiamo insieme. Si, abbiamo bisogno di cambiare. Tutti insieme. A partire dalle leggi elettorale e mercato del lavoro e, in particolare però dal clima di violenza sociale che pervade il paese. Non possiamo ancora per molto trascinare il paese nella “monnezza” in cui sguazza in questi mesi. Allora è giusto cambiare. Cambiamo insieme La prima legge da cambiare senza dubbio è quella elettorale. Dobbiamo ricostruire il rapporto ormai spezzato tra il parlamentare ed il cittadino introducendo maggiori poteri di controllo o di vigilanza diretta ai cittadini, dando maggiore responsabilità e potere decisionale all’eletto anche con l’introduzione della preferenza e particolarmente non facendoLeggi altro →