“Aò, se non moriamo di Covid moriamo di debiti

“Aò, se non moriamo di Covid moriamo di debiti

85 mila morti di amici, parenti e conoscenti per Covid fino ad oggi.  Mezza Italia in affanno anzi affamata. Ristoratori sul piede di guerra. La scuola ancora in DAD con brutte sorprese tra qualche anno per i nostri ragazzi. Una guerra (civile) sotterranea tra chi riceve lo stipendio garantito e chi come le partite IVA devono lavorare per “forza” se non vogliono perdere tutto a partire da quella che  noi chiamiamo dignità. Un governo allo sbando e fuori dal tempo. Tutto questo è il risultato del Conte1 e Conte2 che ha dato all’Italia solo chiacchiere e ristori. E adesso?

Adesso abbiamo una popolazione sbandata ma principalmente indebitata per svariati miliardi di euro con le banche, con il mercato immobiliare fermo e con i capitali che vengono sempre di più tenuti nelle mani di pochi e questi sempre di meno. Con un futuro per niente scritto e senza vedere una vera svolta per i prossimi anni. La mentalità del reddito garantito e non della ricerca e la progettualità. 

“Aò, se non moriamo di Covid moriremo di debiti” a questa affermazione da satira televisiva aggiungerei anche “per mancanza di futuro”.

Ed ecco che lo sport politico di queste ore o giorni serve non all’Italia ma al governo. È importante  il vecchio adagio “comprate un senatore per il mio governo” e torna di moda. Ma chi è a dirlo?  L’ayatollah T ha lanciato l’anatema ed è sostenuto dalla quella parte politica che aveva più ululato allo scandalo nel passato denigrando senatori e deputati che andavano in soccorso del premier anzi “sputtanandoli” come traditori del popolo. Ed oggi T come la vera grande guida di un paese islamico osservante della sharia  lancia fatwa verso i contrari alla sua legge ed al suo partito: il movimento  5 stelle. Conte ne è il burattino. Nelle mani del pifferaio T, provate a notare le frasi dette da Conte in questi giorni se non sono la trasposizione integrale delle interviste (fatte dovunque) del direttore pifferaio e tradotte dal cagnolino di palazzo.

Mister T è la guida assoluta e fondamentalista dei M5S con buona pace di Di Maio, Grillo, Di Battista e tutti gli altri. Il pifferaio, inoltre, ha sfidato e vinto anche con il capo della piattaforma Rousseau Casaleggio sostituendo il suo corano FQ alla piattaforma del movimento.

Siamo sempre di più nelle sabbie mobili. Da una parte a difendere le proprie prerogative i propri vantaggi, i propri amici e dall’altra un paese che sprofonda in una crisi sempre meno virtuale e più reale.

Aiuto è la parola di oggi. Aiuto è quello di cui ha bisogno l’Italia.

#Ognibene

1 commento

  1. “La mentalità del reddito garantito contro la mancanza di ricerca e progettualità”, questo quello che mi preoccupa di più. Hanno puntato sulla paura per il presente e sull’incertezza del futuro. Il popolo italiano, che si fida e soprattutto si affida, è stanco, non riesce più a contrastare questi” attacchi” e si volge verso il meno peggio, il reddito garantito contro la mancanza di ricerca e progettualità appunto. Le responsabilità vengono da lontano, Conte 1,2 sono solo la conseguenza di una politica lasciata in mano “alla qualunque”. Una politica senza più spessore, senza più ideali. Una politica personalista volta a fare l’interesse del singolo e non della nostra amata Patria. Ancora mi ronzano nelle orecchie le parole di un senatore (una decina di anni fa) “cosa credi, noi siamo qui per fare business”.
    È intanto cresciamo le nuove generazioni, l’unica speranza alla quale possiamo aggrapparci per continuare a sognare.
    Un caro saluto
    Michela Izzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *