Comincio o ricomincio.

Comincio o ricomincio.

Comincio o ricomincio con spirito diverso.

Sono stato troppo tempo in silenzio, sono stato colpevole anch’io come tutti voi che vi assolvete ad ogni telegiornale. 

Crediamo, o ci fa comodo credere, a chi urla di più o ci inganna di più. Immaginiamo mondi che non esistono, che non potranno mai esistere e ci pensiamo con logiche oramai sorpassate in questo mondo che va veloce più dei trasporti e più della gravità. 

Si, siamo tutti colpevoli perché distruggiamo a parole, con i fatti e anche con le intenzioni, ogni novità di buon senso per una convivenza civile e pacifica. Troviamo sempre il pelo nell’occhio dell’altro e ci fa schifo. Non ci accorgiamo, invece, che stiamo vivendo tra blatte e cimici che hanno infestato la nostra anima, la nostra società civile e il nostro giudizio sociale.

Comincio o ricomincio con spirito diverso?

Basta ricominciamo a parlare, a discutere , ad ascoltare e a proporre. 

Forse troveremo dei “compromessi” che non è una brutta azione ma un modo civile di vita tra ciò che vogliamo e ciò che si può avere in una nazione o mondo ormai in ginocchio e senza futuro alcuno all’orizzonte. 

Ricette risolutive non ne ho e diffido da chi afferma di avere la verità in tasca. Diffido da chi odia, diffido da chi è detentore della legge divina. Diffido anche da chi si nasconde dietro ideali e valori millenari e li utilizza a suo piacimento ed a senso unico solo per raggiungere un obiettivo momentaneo ed effimero. 

Voglio un modo civile di confronto e non di scontro. Voglio capire l’altro che parla ed essere ascoltato per ciò che so dire. Voglio restare i silenzio ad ascoltare ma non voglio più essere in silenzio perché obbligato , intimorito, plagiato o peggio ancora indifferente. 

Comincio o ricomincio con spirito diverso?

Fatti e non parole, impegni e non appuntamenti. 

Non servono sermoni o seminari sulla salute ma dottori, infermieri e operatori sanitari bravi,  capaci e volenterosi nella pubblica amministrazione che siano animati dallo spirito della convivenza civile e sociale ma che siano supportati da una “cosa pubblica” seria e sentita come dovere verso gli altri della comunità.

Non servono assemblee, manifestazioni di piazza sulla istruzione ma bravi professori e maestri che diano le “nozioni” della convivenza sociale come missione e  “formazione” ed “istruzione” come dovere per costruire la classe dirigente del futuro.

Non servono crociate contro l’immigrazione, contro il diverso, contro lo straniero ma serve una politica per dare loro un futuro. Ci servono persone che non hanno più fame, che non hanno più guerre che non vivano da invisibili nel mondo. Abbiamo bisogno di persone integrate che convivono con noi che si sentano appagati come noi e che rispettino le leggi e la società come noi.

Non ci servono più le frasi non ho tempo, ci sono altri che lo faranno, non tocca a me ma dobbiamo tutti essere volontari ed impegnati quotidianamente a trovare soluzioni di convivenza per vivere meglio tutti.

Un volontario fa più di un leader.

E allora ricomincio. Dopo due anni e dopo un bagno di silenzio e di riflessione.

Un abbraccio

PeppEsposito

 

5 commenti

  1. Grazie Peppe!!
    Ci sono anche io se ti fa piacere, spalla a spalla, perché ho imparato che ad essere boss devi avere paura di chi ti trovi di fronte perché ti spara e per questo non lo sono mai stato, ma ad essere leader, questo si mi capita spesso, devi preoccuparti di chi ti trovi di dietro perché…

  2. Giusta decisione, occorrono fatti non parole! Questo è proprio il momento di confrontarsi, di trovare una soluzione pacifica per cambiare questo brutto stato di cose e vivere meglio!

  3. Volontario oggi, Facilitatore ieri, ricordando le parole del buon Gianni Caruso chiamalo come vuoi sempre leader è.

    Contento nel leggere queste parole…
    …da palermitano non posso che commentare alla Pappalardo….

    RICOMINCIAMOOOO!!!!!

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