Francia che paese! Arrestano il presidente.

Francia che paese! Arrestano il presidente.

Francia: che paese! Arrestano l’ex presidente e come sono strane le letture della storia solo pochi anni dopo e sempre la verità, quella vera, appare con tutta la sua forza.

La notizia di oggi è che Sarkozy, ex-presidente della Francia e leader della destra moderata francese è stato messo in stato di fermo dalla magistratura francese. Già la notizia di arresto per un ex presidente è una notizia forte e intrisa di sensazioni democratiche. La motivazione del fermo ? Presunti fondi neri ( 5 milioni di euro) donati da Gheddafi capo indiscusso della Libia al Presidente della Francia per la sua campagna elettorale del 2007.
Il nuovo Napoleone, solo per la somiglianza della statura, è lo stesso uomo che spinse l’Italia al tempo di Berlusconi verso il conflitto armato contro la Libia e contro Gheddafi.
Obbligando tutta l’Europa e l’’Italia, tra una canzone neo-melodica di Carla e una risatina della Merkel, a bombardare il dittatore libico e sostituirlo con un governo di instabilità nazionale così come l’attualità dimostra.
Vi ricordate gli appelli accorati dei benpensanti nazionali, intellettuali e di sinistra (sono gli stessi che oggi pontificano sugli immigrati) sulla opportunità della destituzione del Dittatore libico per evitare il bagno di sangue nell’Africa del nord.  Gheddafi quello, per intenderci, che dormiva nella tenda a Villa Pamphili facendo infuriare la nazione per le autorizzazioni date e che aveva una scorta di solo donne per la sua sicurezza. Era anche colui, però, che aveva chiuso accordi con l’Europa mantenendoli nel tempo.
Oggi scopriamo che lo stesso dittatore libico versava soldi alla Francia in capitale societario ed ai loro presidenti nelle campagne elettorali.
Beh, il petrolio faceva gola e fa gola ancora.  Le guerre si fanno per soldi, per potere, per ignoranza ma, mai e poi mai, per la democrazia.
Ed oggi finalmente abbiamo la prova dell’assunto del connubio soldi e Libia del 2008-2011.
Negli anni scorsi sono stato chiamato, dai soliti voltagabbana, complottista, cattolico praticante e altri appellativi di cui per decenza non menziono in questo post solo per aver denunciato questo finto teatro politico/mediatico che camuffava lo sporco gioco dei soldi e delle mire espansionistiche (finanziarie) della Francia e della Germania.
Mire che si sono, come tentacoli di un polipo, allungate nello stesso periodo sui Balcani, sulla Grecia, sulla Spagna ed anche sull’Italia. E chi di voi non ricorda la corsa allo spread, la destituzione armata di Berlusconi da parte della Troika europea e l’arrivo di Monti al Governo senza voto popolare.
E oggi si sta ripercorrendo la stessa strada. Per gli stessi motivi, soldi e potere, si stanno radicalizzando le posizioni della Francia e della Germania oltre i soliti Uk (non più europea), Usa anche contro la Russia. Con questo non voglio salvare Putin dalle sue colpe, ma la manovra in atto non è verso il paese dell’Est ma sta mettendo, ancor di più, in ginocchio quel mondo che divide la democrazia dagli affari.
Non vorrei che alla fine della giostra la posizione rigida contro la Russia fosse un modo per bloccare le esportazioni di Italia e Spagna e accrescere le importazioni finanziare in Gran Bretagna, Francia e Germania. La Troika non c’è più ma lavora lo stesso.
Tra qualche mese ne riparliamo.

@peppexpo

2 commenti

  1. Salve, forse si poteva già intendere quanto sarebbe accaduto, ma forse quello che era un piano quasi perfetto: lasciava intendere l’”imbroglio” ma vi era la confutazione dei fatti. Un po’ come accade sempre e come è sempre accaduto, una strategia che poi alla fine scopre tutta se stessa. Ma ciò accade quanto si cerca di far passare come lecito tutto. Non mi dilungo di più, complimenti per lo stimolo che genera con questo articolo. Beh in ogni caso per ciò che viene a galla è importante poi che si riesca a ristabilire (quando possibile) l’equilibrio giusto.

    1. Grazie per l’attenzione. Ne riparleremo ancora nei prossimi giorni.

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