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E la Germania non è la padrona d’Europa.

Angelino Alfano ha spiegato alla Camera perché il Popolo della Libertà ha scritto e votato assieme al Terzo Polo e al Pd la mozione congiunta di sostegno al governo sull’Europa.
• Sì a difendere l’interesse dell’Italia, come quando si fa il tifo per la Nazionale.
No ad altre manovre ed altri sacrifici a danno dei contribuenti italiani per finanziare con i nostri soldi le campagne di leader stranieri.
In quest’ultimo punto il riferimento ad Angela Merkel più che evidente: in Germania si vota nel 2013, e fino a pochi mesi fa la Cancelliera aveva perso tutte le elezioni nei land. E non è da ora che Alfano vi insiste: a dicembre scorso spiegò chiaramente come i tedeschi, imponendo rigore non solo agli altri governi dell’euro ma anche alle loro banche, e bloccando la Bce ed il fondo salva-stati, finanziassero di fatto il proprio debito a costo zero.

Ieri abbiamo avuto l’ennesima conferma. La Germania ha collocato bond trentennali a tassi nettamente in ribasso; mentre la Cancelliera, aprendo il Forum di Davos, ha fatto un’altra mezza marcia indietro sul contributo al fondo salva-stati, smentendo un impegno che Berlino ha preso in cambio del nuovo patto di bilancio europeo. “Abbiamo predisposto un fondo per gli aiuti d’emergenza e un altro per sostegni di più lungo periodo” ha detto la Merkel. “Noi tedeschi, lo dico con chiarezza, non vogliamo prendere impegni che poi non possiamo rispettare”.
E’ ora di dire ad Angela Merkel che la Germania non è la padrona d’Europa e che gli strumenti di difesa dell’euro non sono soltanto a sua discrezione. Che i “compiti a casa” chiesti all’Italia e ad altri paesi noi li abbiamo fatti, ma che ora ci aspettiamo che sia Berlino a mantenere gli altri impegni, perché non possono essere i contribuenti italiani a pagare i conti dell’economia tedesca (che tra l’altro ha in cifre assolute il terzo debito pubblico del mondo) né tanto meno la rielezione della Merkel.
Non solo. Il Fondo monetario internazionale ha detto chiaramente che a forza di manovre ultra-rigoriste, l’Italia andrà in recessione nel 2012 e 2013, e che potrà salvarsi solo se anche l’Europa fa la sua parte.
Ieri Monti ha precisato che “non chiediamo un euro né alla Germania né ad altri”. Bene, è il momento che spenda tutta la sua credibilità e la sua esperienza europea direttamente con la Cancelleria di Berlino. È per questo che è stato nominato a palazzo Chigi, ed è per questo che noi (che abbiamo la maggioranza in Parlamento e nel Paese) lo abbiamo lealmente sostenuto. Continueremo a farlo per l’interesse nazionale.
Ma tocca al premier e ai suoi tecnici fare l’interesse dell’Italia, mentre i tedeschi fanno molto bene i loro.

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